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July 19 l'essenza dell'assenzaL'essenza dell'assenza da me stessa, alla fine, la vedo in ogni istante della mia giornata. Giornata piena, con mille attività che eseguo come un'automa. Regalo sorrisi. Questa è forse la cosa che mi fa più felice. Sorrido, sorrido sempre, e se è vero che ci vuole una gran forza interiore per sorridere anche quando manderesti tutti a cagare, io mi sento l'incredibile ulk in versione albina. Sorrido, coi miei giornali in mano sulla Colombo, tanto che dalle macchine spesso mi chiamano Sorriso. Sorrido, ai miei colleghi al mattino, e alla gente che mi telefona spazientita per un disguido o un malfunzionamente, e che sembra avvertire il mio sorriso, me ne accorgo dal tono di voce che cambia, da incazzato si fa tranquillo. Sorrido al mio canetto che mi accoglie festante quando torno a casa stravolta. Sorrido ad una signora, che inizialmente non riconosco, ma poi ricordo... Sorrido, e come diceva Massi prima che una micra in corsa lo strappasse a questo mondo, io affronto il mondo armata solo del mio sorriso. Lui, stamane mi sveglia con un sms, sei bellissima, mi scrive. Lo leggo e mi vien da ridere, per tutte le volte che me l'ha detto e per quanto forse stamane ne avevo bisogno. Che è vero, sorrido spesso agli altri, raramente a me stessa. Lui mi si tiene stretta, come ad intuire che la tentazione di scappare da tutto e tutti talvolta è vera e reale, mi dice voglio starti vicino davvero. E riesce a disegnare quello che ho in testa e che, incredibilmente, sto giro non riuscivo a rendere. Ogni sassolino che cade si aggiunge ad una frana, mi dice. E non c'è da prendersela coi sassolini, forse c'è solo da individuare dove cazzo sia iniziata la frana, che poi è tutta qui, nell'incapacità di fidarsi, di affidarsi, di lasciarsi andare, d'amare. Guardavo Giulia negli occhi, l'altra sera, e mi sembrava di leggerle l'anima, così bella, così pulita, piena d'affetto; pensavo alle sue - nostre? - ultime parole in libertà, e la sentivo così vicina, con quel nostro buffo modo di pigliarci per il culo e beccarci in mezzo a tutti gli altri. E' lei il mio mondo, e forse dovrei iniziare ad uscire da questa gabbia trasparente fatta di paure per dimostrarglielo. Sono a pochi metri dal punto di non ritorno, posso scegliere di scalare la montagna o di restare giù, pavida tra i pavidi, superdonna e supervittima. E il dubbio ancora c'è. Chiudo gli ultimi mesi in un barattolo su cui scrivo, con l'indelebile blu, Sogni in divenire. Lo getto al mare, onde amiche mie, riportatelo qui su questa riva, quando il destino vorrà, che sia domani o tra una vita, perchè questo è un periodo di stallo, noi ci ritroveremo. Penso ai miei racconti, alle mie fiabe, alle mie idee-pensiero, e li trovo maledettamente simili alla storia della mia vita. L'essenza dell'assenza, la fine di questo capitolo TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://supersaretta79.spaces.live.com/blog/cns!210217CC39DAE9F2!1588.trak Weblogs that reference this entry
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